
Claudia Pastorino ha
ricevuto negli anni numerosissime
recensioni, e sarebbe impossibile pubblicarle tutte. Di
seguito
riportiamo solo alcune tra le più significative. Inoltre
parlano di Claudia:
LINGUA ITALIANA D'OGGI Angiolani-Podestà Bulzoni Editore
DIZIONARIO DEI CANTAUTORI Gian Gilberto Monti-Veronica Di Pietro Garzanti Editore
GENOVA, CANZONI IN SALITA Angiolani Editrice ZONA
GENOVA, UNA PORTA DEL
MEDITERRANEO
Gallinari-Zoppi Istituto Storia Europa Mediterranea del CNR
GENOVA, STORIE DI CANZONI E CANTAUTORI
Angiolani-Podestà
Editrice ZONA 2011
Intervista relativa al CD Live "TANGO CHE HO VISTO BALLARE...":
http://www.estatica.it/it/musica/claudia-pastorino/intervista/2012-05-17
Recensioni del CD Live "TANGO CHE HO VISTO
BALLARE...":
http://www.estatica.it/it/musica/claudia-pastorino/disco/tango-che-ho-visto-ballare
http://www.bravonline.it/claudia-pastorino-tango-che-ho-visto-ballare/
".........One of
the
genoesis singer-songwriters is the unforgettable Claudia Pastorino, the
first female singer-songwriter, who wrote "Genoa is one hypothesis,
among many/ Genoa curses and wrings her hands/ Genoa is in the end
merely a child's game/ And don't leave your umbrella outside the door/
The real Genoa of the alleyways will steal you too".
...."
Ulisse, Rivista mensile di bordo dell'ALITALIA, Aprile 2012
Da GENOVA. STORIE DI CANZONI E CANTAUTORI
".... Occorrerà aspettare gli
anni Novanta perché il versante
cantautorale femminile trovi una figura credibile e di vero talento:
Claudia Pastorino. Sarà lei ad aprire la strada e a dare
visibilità ad un movimento - quello femminile, appunto - che non
ha smesso negli anni di ingrossare le fila.
Pastorino, però, non è solo la capostipite. E' una delle
personalità più vivaci del panorama culturale cittadino
degli ultimi anni.
Parlare della sua musica senza parlare delle sue iniziative in campo
poetico, spirituale, umanitario non ha molto senso. Questo per dire che
tutto in lei, alla fine, converge nella ricerca di un senso più
profondo dell'esistere. Una ricerca di riappacificazione col creato e
col circostante che passa anche attraverso il suo impegno animalista,
per esempio.
Già a diciassette anni Claudia fonda la prima lega
antivivisezionista in Liguria, e l'amore per gli animali è
naturale conseguenza di un sentimento profondo di rispetto per tutto
l'universo.
Claudia abbraccia così il Vegetarismo e il Jainismo, una delle
più antiche pratiche spirituali asiatiche, di fatto
l'antesignano della teoria della nonviolenza professata da Gandhi.
Ne diventerà una delle più apprezzate conoscitrici in
Italia, tanto da pubblicare la traduzione del Saman Suttam, il Canone
unitario del Jainismo, che per altro è l'unica traduzione di
testi sacri jainisti ad oggi presente in italiano.
Attualmente è anche collaboratrice della Stanza della Poesia,
insegnante di canto, e promotrice della Cantoterapia, una pratica che
non ha solo lo scopo di migliorare le doti canore, ma anche di curare,
appunto attraverso il modo di impostare la voce, alcuni sintomi di
ordine psicologico (ansia, depressione).
Eccoci allora tornati al canto.
Perché in questo tourbillon
di progetti, si rischia di perdere di vista quella che è poi
l'attività principale di Claudia: la musica. E la musica entra
nella sua vita fin da subito. Alle scuole medie impara a suonare la
chitarra e compone le prime canzoni, quindi intraprende la classica
trafila della gavetta suonando nei locali cittadini, e incomincia a
mandare provini in giro.
Nel 1992 finalmente una svolta importante: Amilcare Rambaldi, il
papà del Premio Tenco, la invita alla prima edizione della
manifestazione di Ricaldone L'Isola
in collina. E' per lei una straordinaria vetrina.
Poco dopo è la volta del Premio Recanati dove entra in finale
sia nel 1992 (con Carpe Diem!!)
che nel 1993 (con La vera Genova
quella dei vicoli) e infine vince nel 1994 con un brano
autobiografico importante Canzone
per mio padre.
Finalmente nel 1995 arriva il primo vero contratto discografico con la
Polygram e il primo 33 giri I gatti
di Baudelaire. Gli arrangiamenti sono di uno dei
più talentuosi chitarristi genovesi, Andrea Maddalone, la
produzione è di Angelo Carrara.
Come una sorta di aliena piomba nel programma Roxy Bar di Red Ronnie trasmesso
dall'emittente VideoMusic. Lei, già bellissima, propone la title
track dal vivo con la sua band.
Bei tempi, quando la musica in televisione non doveva passare per forza
da Maria De Filippi e da qualche talent show!
Il primo album in realtà è
una sorta di raccolta, la raccolta di almeno dieci anni di incisioni
casalinghe, di canzoni scritte di getto tra una serata e l'altra nei
locali di una Genova tentacolare ancora tutta da scoprire.
Nel 1997 è la volta di Inventare
l'allegria sempre per la Polygram. Considerare Inventare l'allegria un diario
può sembrare forse riduttivo, ma la verità è che
in Claudia la vena autobiografica è sempre fortissima. La
canzone diventa quasi un dialogo con un fantomatico interlocutore che
può essere un uomo, un animale, il proprio Se interiore. O la
propria città, a cui questa volta dedica Lanterna de Zena un vecchio testo
popolare rimusicato completamente.
Chi intraprende la carriera di cantautore
deve inevitabilmente mettere da parte il pudore. La canzone abbatte
paure e timidezze. La canzone dà voce a chi quasi non riesce a
parlare, proprio come Claudia:
"Ho sofferto fino a 25 anni di una timidezza patologica, quasi
paralizzante. Parlavo solo se costretta. Il canto mi ha permesso piano
piano di comunicare ciò che scrivevo. La musica è
diventata, insieme al canto, il ponte tra me e gli altri." (Il Giornale
10/10/2010).
L'esibirsi sul palco davanti al pubblico è un mettersi a nudo.
Claudia lo fa quasi alla lettera nella copertina del suo terzo album
Trentanni. E' brava e bellissima, e questo lo si sapeva già, ma
adesso è anche conturbante e provocante, e perché no
provocatoria.
Non solo mette in mostra un topless scultoreo, ma sembra essere in
croce.
Si capisce chiaramente che per lei è un disco di svolta, tanto
che questa volta si autoproduce.
Da un punto di vista tematico il disco si caratterizza per una sorta di
dualismo carne-spirito molto marcato, che porta Pastorino da una parte
a una ricerca spirituale profonda e orientata verso le correnti
orientali, e dall'altra a espliciti richiami al corporeo e alla
sessualità seppur venati spesso di sarcasmo verso il fantomatico
interlocutore maschile.
Pastorino a poco a poco smette i panni di
autrice musicale e alterna l'attività di scrittrice a quella di
raffinata interprete.
Proprio in questa veste porta in giro per l'Italia uno splendido
recital con il Quartetto di Violoncelli Cello Fans di canzoni di
Fabrizio De André.
Nel 2006 è la volta della raccolta Live and let Live, e finalmente nel
2007 le viene assegnato il Premio
Via del Campo.
Negli ultimi anni Claudia si è
dedicata ancora con maggiore attenzione a curare la propria carriera di
interprete. Stavolta gli orizzonti si allargano: da Genova
all'Argentina - grazie ai lavori con il Maestro Horacio Ferrer
- e dall'Argentina all'Europa con uno spettacolo messo in scena
nel 2010 che abbraccia la canzone d'autore di diversi Paesi del nostro
continente.
..."
(da Capitolo 8. Il versante femminile)
Una
grande passione: la canzone d'autore internazionale e la musica
popolare, a cui si aggiunge l'amore per la tradizione classica.
Una miscela d'arte che diventa professione, quella della
musicista genovese Claudia Pastorino, divisa oramai da oltre vent'anni
tra l'insegnamento del canto e l'attività
concertistica. E lei, cantautrice colta e raffinata, poco
incline a scelte facili, ha preferito restare a Genova.
Claudia, che molti indicano come la cantautrice che ha inaugurato il
filone femminile della "Scuola genovese di canzone d'autore", per la
sua visibilità è dovuta uscire fuori dai confini
cittadini e presentare concerti nei teatri del nord Italia e nelle
isole. Senza dimenticare l'estero. Insomma, malgrado la sua
amata Genova non le abbia offerto grandi opportunità, è
comunque rimasta, conquistando palcoscenico e pubblico con il suo canto
libero, fascino, genialità e una timidezza a tratti disarmante.
A testimonianza i testi e le musiche che compongono i suoi cinque album
e i cinque libri scritti per lasciare traccia del suo impegno
sociale: la difesa degli animali, la religione, l'ambiente
e la difesa dei diritti umani.
Una
Genova matrigna. Comunque è rimasta?
"Non direi. Genova è un'isola. ......... Io sono
genovese soprattutto nel carattere: schiva timorosa, e non
invadente. La mia poi non è mai stata un'ambizione
sfrenata. Il mio obiettivo era quello di vivere di musica."
Obiettivo
raggiunto a quanto pare, visti i riconoscimenti e i premi.
Necessario però uscire fuori da Genova?
"Lavoro molto fuori città. La mia attività
concertistica si sviluppa attraverso una serie di programmi musicali
che spaziano dal tango, alla canzone d'autore, attraversando le lingue
mediterranee, e altri programmi come il viaggio atlantico sulle
lingue dei paesi che si affacciano sull'oceano. Tutto ciò
è frutto della collaborazione con diversi gruppi, quali il
Quartetto di Violoncelli, l'Orchestra Classica di Alessandria, e il mio
Trio acustico voce chitarra e flauto. ............
Il prossimo appuntamento è domani alle 18 a Santa Margherita
Ligure, Concerto con il Maestro Horacio Ferrer, il
più grande poeta sudamericano, dove canterò le sue
canzoni tradotte. Diciamo che prediligo lavori teatrali,
che poco hanno a che fare con la televisione e i circuiti commerciali."
"
........... Io resto ancorata alla mia città, alla mia
Pegli. ........... Oggi sono tutti cantanti, quasi
una psicosi collettiva.
Mi sembra che si stia perdendo il controllo, con una televisione
che dice "esibisciti una volta e vedrai che ti ritroverai in
vetta alle classifiche". Ma così si bypassa la
formazione e la didattica, elementi essenziali nel nostro lavoro."
E'
forse
un po' più critica di altri, visto che tra i suoi studi
c'è anche quello della Cantoterapia che poi è diventato
anche un libro. Di cosa si tratta?
"Non si tratta di essere critica. Semplicemente non riesco ancora
ad accettare, sia come insegnante che come musicista, di non dare il
giusto peso alla formazione. Anche nella Cantoterapia è
essenziale. Lì dove insegna a respirare in modo corretto,
profondo, ossigenante, non c'è posto per
l'improvvisazione. La Cantoterapia insegna a trasformarci in uno
strumento vibrante e risonante, e senza una adeguata conoscenza dello
strumento-voce, esso rischia di rimanere un'entità in parte
sconosciuta e misteriosa."
Un amore per il canto che le ha permesso di superare molti problemi di comunicazione?
"Ho
sofferto fino a 25 anni di una timidezza patologica, quasi
paralizzante.
Parlavo solo se costretta.
Il canto mi ha
permesso piano piano di comunicare ciò che scrivevo.
La
musica è diventata, insieme al canto, il ponte tra me e gli
altri.
E' da lì che è iniziato il mio percorso di
crescita che mi ha permesso di raggiungere determinati obiettivi."
IL
GIORNALE 10 ottobre 2010
...
Claudia Pastorino vestiva di nero e non sorrideva.
Viveva in un piccolo appartamento del centro storico di Genova, in una
piazzetta che portava il nome dell’albero della giuggiola che vi si
ergeva al centro.
Cantava vestita di nero, senza sorriso a illuminare il bellissimo viso
e mi ricordava Juliette Greco. Ma Claudia era più bella. E molto
più sovversiva.
Oggi è
un
“manifesto vivente” di contro cultura italiana, con un piccolo pubblico
fedele, alcuni premi a festival alternativi e tre dischi pubblicati.
Claudia compone le sue canzoni e il suo canto è radicale:
protesta per i diritti degli animali, difende una alternativa
alimentare rigorosamente vegetariana e biologica, lotta contro la
prepotenza delle multinazionali che legiferano da Bruxelles su
ciò che mangeranno le prossime generazioni, e ricorda che il
pianeta non è in vendita....
CLAUDIA
PASTORINO RICEVE IL PREMIO "VIA DEL
CAMPO"
E'
stato
assegnato a Claudia Pastorino,
sabato scorso in Piazza Fossatello, nell'ambito degli eventi della
"Notte Bianca", il Premio "Via del Campo" per la canzone d'autore.
Grande gioia e commozione da parte della cantautrice genovese, che
finalmente riceve un meritato riconoscimento nella sua città.
Claudia Pastorino, cantautrice colta e raffinata, poco incline a scelte
facili, ha ricevuto negli anni diversi Premi, a Recanati, a Garlasco, a
Catania.
A Claudia va il merito di avere inaugurato nel 1992 il filone femminile
della scuola genovese di canzone d'autore.
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CANZONE
D'AUTORE
PREMIO VIA DEL CAMPO A CLAUDIA PASTORINO
La
cantautrice genovese Claudia Pastorino
ha ricevuto, lo scorso sabato in Piazza Fossatello, nell'ambito delle
iniziative della Notte Bianca, il Premio "Via del Campo" per la canzone
d'autore.
Un premio che arriva dopo anni e anni di lavoro e che rappresenta un
meritato riconoscimento da parte della città, per
l'artista che ha aperto la strada, nel 1992, a una generazione di
cantautrici e che, nonostante gli scarsi spazi per la musica d'autore
offerti da Genova e le possibilità molto più concrete di
esprimersi che si possono trovare in città quali Milano o Roma,
ha scelto di restare sotto la Lanterna.
Nata a Pegli, può esibire un ricco curriculum di collaborazioni
artistiche e di concerti in Italia e in Francia, Germania, Finlandia,
Olanda e Belgio.
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IL
SECOLO XIX martedì
18 settembre 2007
PASTORINO,
TUTTA LA POESIA DI DE ANDRE' PER
VOCE E VIOLONCELLI
La
canzone d'autore si sposa con le
sonorità più classiche, nel CD omaggio a Fabrizio De
André "Un Sogno di Mare" della cantautrice genovese Claudia
Pastorino con i Cello Fans, il quartetto di violoncelli capitanato dal
musicista e compositore Stefano Cabrera.
Già spettacolo dal vivo portato in scena nel corso di due anni
in teatri, piazze e locali da Genova alla Liguria a tutto il Nord
Italia, la scaletta di nove brani del cantore di "Via del Campo"
è nata da un'idea del prolifico Stefano Cabrera, da dieci anni
in orchestra al Teatro Carlo Felice per il quale ha recentemente
scritto anche le cinque suite beatlesiane per orchestra, coro e voce
solista.
Stefano Cabrera, che ha arrangiato per violoncello tutti i brani, in
questo progetto ha coinvolto anche i suoi colleghi violoncellisti
Chiara Alberti, Giulio Glavina e Federica Vallebona, insieme alla voce
raffinata della Pastorino.
Altri
tre CD pubblicati prima di questo, Claudia
Pastorino insegna tecnica vocale e ha all'attivo
un'esperienza letteraria strettamente legata alle sue personali scelte
di vita.
Con le primissime traduzioni in italiano di quattro testi di filosofia
e
spiritualità Jainista, la Dottrina indiana di 2500 anni fa,
contemporanea quindi al buddhismo ma più radicale, che predica
la regola della Nonviolenza attiva.
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IL SECOLO
XIX martedì
18 ottobre 2005
... A mezzanotte a Palazzo Rosso
erano in 1.500 ad assieparsi nell'Auditorium.
Tanto (e tanti) che per la prima volta il Festival Internazionale di
Poesia, raggiunto il "limite della capienza", ha dovuto chiudere le
porte a chi continuava ad arrivare.
Il merito di tanto successo va all'ultimo (in ordine cronologico) della
serie di eventi organizzati per "la grande notte della poesia": il
concerto poetico "L'Ombra della Luce, le canzoni di Franco Battiato e
le poesie sufi di Rumi".
Claudia Pastorino, interprete ineguagliabile, una certezza, e il
Quartetto Songlines hanno fatto il pienone....
GAZZETTA
DEL LUNEDI' 13 giugno 2005
Applausi
interminabili per la cantautrice e per la brava
pianista Claudia Oliveri.
Pastorino, da Genova all'Argentina.
Il concerto di Claudia Pastorino, giovedì scorso, ha mandato in
visibilio il pubblico di Palazzo Ducale. La cantautrice, accompagnata
al piano dalla brava Claudia Oliveri, ha saputo impreziosire ogni brano
grazie a sicure doti interpretative e a una voce duttile capace di
virtuosismi inattesi.
L'artista ha saputo mettere in luce il significato di 'viaggio' per i
genovesi....
Nel nuovo Cd la cantautrice genovese apre con semplicità e ironia una finestra sul 'privato' di una ragazza d'oggi. A due anni di distanza da 'I gatti di Baudelaire', Claudia Pastorino, cantautrice tutta genovese, ci riprova: il suo amore per gli animali è rimasto immutato ma il cammino artistico sembra acquistare più sicurezza e convinzione e la sua opera seconda, 'Inventare l'allegria', appare un tassello in più sulla strada della maturità. ......
Nel
'94 al Premio Musicultura Città
di Recanati, tra i più importanti nel settore, una giuria
composta
da artisti del calibro di De André, Gaber, Battiato e Branduardi
premiò senza esitazioni la sua 'Canzone per mio padre' facendole
vincere le ultime timidezze e convertendola definitivamente alle
possibilità
di un vero futuro nel mondo della musica. Allora, sull'onda di quel
successo,
uscì 'I gatti di Baudelaire', un album che pur scontando qualche
inevitabile asprezza testimoniava comunque un cammino sofferto e molto
personale, abbracciando un arco di tempo di almeno dieci anni.
E quel che viene fuori sono incertezze
molto quotidiane, schegge di realtà, finestre socchiuse sul
privato
di una ragazza d'oggi che non ha paura di mettersi in discussione. Ma
senza
patetismi e, piuttosto, con ironia, tanto da definirsi 'divetta di
città,
Marlene Dietrich per quattro ubriachi che tiran l'alba innamorandosi di
me'.
C'è strada da fare, ma la via è quella giusta.
GIORNALE 9 settembre
1997
Il fascino e il talento della Pastorino
Il venerdì sera di Boccadasse ha gli occhi e la voce di Claudia Pastorino, fascino e genialità e l'abilità di chi del palcoscenico e della musica ha fatto ormai una professione.
Sale sul palco dopo due giovanissimi (e comunque gradevoli) esordienti, e basta il primo pezzo 'Fammi Anima', una sorta di preghiera senza retorica, per capire che si è arrivati su un altro pianeta. La piazza si anima, Claudia passa con disinvoltura da un pezzo all'altro, riuscendo a coinvolgere e anche a divertire.
I
suoi testi sono venati di ironia,
specie quando affrontano l'ormai famosa questione dei rapporti uomo e
donna.
Nei suoi brani amore non fa mai rima con cuore e le sue canzoni
raccontano
piuttosto di polverosi menage fatti d'abitudini e della voglia di
mordere
la vita, come lei stessa canta, rompendo gli argini della
quotidianità.
Passa così da 'Carpe Diem!!' a 'Come dico io' a 'Cambia tu',
fino
ad arrivare alla commovente e bellissima 'Canzone per mio padre',
seguita
da un lungo applauso. ...... .......
SECOLO XIX 13 agosto 1995
Claudia, cantautrice tra i gatti.
La Pastorino ha inciso il suo primo album: dieci brani tutti da ascoltare. Risolute, intelligenti, concrete, dotate di temperamento e di indole bellicosa, le giovani cantautrici crescono. Magari con difficoltà e tra mille problemi, ma crescono. Se poi sono anche liguri, e per la precisione genovesi, l'attenzione si impone, non fosse altro che per i precedenti che indicano la nostra regione tra quelle musicalmente più fertili nel panorama della canzone d'autore. .......
Un album questo 'I gatti di Baudelaire', un sobrio disegno in copertina dove il volto della cantante si dissolve nel muso di un felino, pensato poco alla volta da almeno dieci anni, magari passeggiando tra i vicoli del centro storico o cantando nei locali genovesi. ...... Una decina di brani a comporre un quadro eterogeneo ed equilibrato nel quale sembra volutamente lasciata da parte ogni volontà di stupire (errore sempre dietro l'angolo delle 'opere prime') per affrontare invece un itinerario personale , segnato qua e là da qualche asprezza di troppo, ma anche sofferto.
La voce avvolgente, mai aggressiva, che ama giocare con le note, accattivante come i gatti del titolo, si sposa ad una partitura agile e leggera con arrangiamenti molto curati nella loro semplicità attraversati a volte da sottili brividi jazz dove un soffio di oboe o un sax che entra ed esce sospendono la musica come in un sogno lontano. E se talvolta la scrittura appare fin troppo ricercata ed arcaica, a riscattare il tutto c'è il senso di una passione moderna, di un amore problematico, poco consolatorio, lontano dall'esaurirsi in un infrangersi di cuori ma molto deciso, a volte perfino aggressivo, rivolto anche -e perché no?- alla propria città.
In definitiva, un disco da non esaurire in fretta ma da lasciare crescere nel tempo, aspettando magari la giovane cantautrice al suo secondo album, quello della eventuale conferma e da sempre -per chi parte col piede giusto- il più difficile da realizzare.
GIORNALE 17 giugno
1995
...
Il rispetto per la vita, il potere religioso, al centro
dello studio della giovane scrittrice Claudia Pastorino. Una donna
elegante, comunicativa, immersa nella libera ricerca della
spiritualità. Di temperamento forte, il suo carattere dimostra
acredine verso tutto ciò che è stabilito rendendola
polemica nei confronti degli schemi e delle regole. Cantautrice della
scuola genovese, adesso anche scrittrice, Claudia ha presentato nel
giardino della Biblioteca di Marina di Massa il suo primo lavoro, un
libro che dice molto sul percorso dell’autrice verso
l’autoconsapevolezza.
Un iter faticoso e audace, pagato al
prezzo dell’isolamento e dell’incomprensione.
Questo perché il
dito puntato della scrittrice è diretto verso il cattolicesimo
che definisce antropocentrista, dogmatico, dispensatore di una
verità misurata.
Nel suo coraggioso libro, che si è prestato ad un dibattito a tinte forti, Claudia Pastorino prende le distanze dal cattolicesimo, rivedendo anni di storia papale, le torture della Santa Inquisizione, l’avversione alla sessualità e ponendo una attenzione particolare anche contro la vivisezione....
NAZIONE 22
luglio 2000
...Claudia è una poetessa che canta, erede del primo De André, con quel mix di Francia, ironia, tristezza e rabbia che caratterizzava le sue composizioni....
...
Trentanni (è
anche il titolo del suo ultimo cd) ma già una
storia intensa alle spalle:
fatta di musica, di canzoni d’autore, di sogni a occhi aperti e di
successi.
Oggi Claudia Pastorino è forse una delle cantautrici a
più forte tasso di personalità.
Sicuramente originale, di quelle rare persone che nel mondo dello
spettacolo non si accontentano mai, ha preso carta e penna non per
scrivere il testo di una canzone, ma per dare alle stampe un libro, un atto d’amore per la
filosofia
orientale e un duro j’accuse
nei confronti delle religioni e delle teologie.
.......................................
... Canzone d'autore con buona spinta propulsiva:
l'iniziale UN DISEGNO PIU' GRANDE, con un
avvolgente
assolo di sax (formula che si riproporrà spesso) è il
manifesto di un album sincero, molto femminile, lunare,
impressionista.
Nonostante il lavoro di produzione, le canzoni
non ne escono appesantite: NOTTURNO
è una bella confessione in prima persona, VOCI
è una poesia che non perde di vista la concretezza
dell'esistenza, LANTERNA DE ZENA è
un delicato omaggio alla sua città realizzato in dialetto su un
testo anonimo....
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