Scrivono di Claudia


Negli anni, Claudia ha ricevuto numerose recensioni.
Di seguito riportiamo alcuni estratti, tra i più significativi.  
Inoltre parlano di Claudia:

GENOVA E LA CANZONE D'AUTORE   Enrico De Angelis     Gruppo Banca CARIGE,  2014

LINGUA ITALIANA D'OGGI   Marzio Angiolani, Andrea Podestà     Bulzoni Editore,  2013

DIZIONARIO DEI CANTAUTORI   Gian Gilberto Monti, Veronica Di Pietro    GARZANTI,  2003

GENOVA,  CANZONI IN SALITA    Marzio Angiolani      Editrice ZONA,  2003

GENOVA, UNA PORTA DEL MEDITERRANEO   Gallinari, Zoppi       Istituto di Storia Europa Mediterranea del CNR,  2005

GENOVA,  STORIE DI CANZONI E CANTAUTORI   Marzio Angiolani, Andrea Podestà      Editrice ZONA,  2011

ARTICLES ON JAINS    Hephaestus Books     Lakewood, USA,  2011

JAINS WRITERS      Hephaestus Books     Lakewood, USA, 2011

CANTA CHE TI PASSA   Mirella De Fonzo     Sovera Edizioni,  2012.



Recensione del CD  "Claudia"   di Guido Festinese   su DISCO CLUB:       http://www.discoclub65.it/musica-italiana/archivio-mainmenu-71/6472-claudia.html




                                                          Intervista a Claudia  Gennaio 2016,   MusicalNews








Recensione del Cd  Claudia    Settembre 2015,  L'Isola che non c'era

Recensione del Cd  Claudia    Ottobre 2015,  Cronache Ponentine


Recensione del Cd  Claudia    Ottobre 2015,  Liguria Oggi


Intervista   Gennaio 2016,   Margutte




   Da  GENOVA, STORIE DI CANZONI E CANTAUTORI


...   Occorrerà aspettare gli anni Novanta perché il versante cantautorale femminile trovi una figura credibile e di vero talento: Claudia Pastorino. Sarà lei ad aprire la strada e a dare visibilità ad un movimento - quello femminile, appunto - che non ha smesso negli anni di ingrossare le fila.
Pastorino, però, non è solo la capostipite. E' una delle personalità più vivaci del panorama culturale cittadino degli ultimi anni.
Parlare della sua musica senza parlare delle sue iniziative in campo poetico, spirituale, umanitario non ha molto senso. Questo per dire che tutto in lei, alla fine, converge nella ricerca di un senso più profondo dell'esistere. Una ricerca di riappacificazione col creato e col circostante che passa anche attraverso il suo impegno animalista, per esempio.
Già a diciassette anni Claudia fonda la prima lega antivivisezionista in Liguria, e l'amore per gli animali è naturale conseguenza di un sentimento profondo di rispetto per tutto l'universo.
Claudia abbraccia così il Vegetarismo e il Jainismo, una delle più antiche pratiche spirituali asiatiche, di fatto l'antesignano della teoria della nonviolenza professata da Gandhi.
Ne diventerà una delle più apprezzate conoscitrici in Italia, tanto da pubblicare la traduzione del Saman Suttam, il Canone unitario del Jainismo, che per altro è l'unica traduzione di testi sacri jainisti ad oggi presente in italiano.
Attualmente è anche collaboratrice della Stanza della Poesia, insegnante di canto, e promotrice della Cantoterapia, una pratica che non ha solo lo scopo di migliorare le doti canore, ma anche di curare, appunto attraverso il modo di impostare la voce, alcuni sintomi di ordine psicologico (ansia, depressione).

Eccoci allora tornati al canto. Perché in questo tourbillon di progetti, si rischia di perdere di vista quella che è poi l'attività principale di Claudia: la musica. E la musica entra nella sua vita fin da subito. Alle scuole medie impara a suonare la chitarra e compone le prime canzoni, quindi intraprende la classica trafila della gavetta suonando nei locali cittadini, e incomincia a mandare provini in giro.
Nel 1992 finalmente una svolta importante: Amilcare Rambaldi, il papà del Premio Tenco, la invita alla prima edizione della manifestazione di Ricaldone L'Isola in collina. E' per lei una straordinaria vetrina.
Poco dopo è la volta del Premio Recanati dove entra in finale sia nel 1992 (con Carpe Diem!!) che nel 1993 (con La vera Genova quella dei vicoli) e infine vince nel 1994 con un brano autobiografico importante Canzone per mio padre.
Finalmente nel 1995 arriva il primo vero contratto discografico con la Polygram e il primo 33 giri I gatti di Baudelaire.  Gli arrangiamenti sono di uno dei più talentuosi chitarristi genovesi, Andrea Maddalone, la produzione è di Angelo Carrara.
Come una sorta di aliena piomba nel programma Roxy Bar di Red Ronnie trasmesso dall'emittente VideoMusic. Lei, già bellissima, propone la title track dal vivo con la sua band.
Bei tempi, quando la musica in televisione non doveva passare per forza da Maria De Filippi e da qualche talent show!

Il primo album in realtà è una sorta di raccolta, la raccolta di almeno dieci anni di incisioni casalinghe, di canzoni scritte di getto tra una serata e l'altra nei locali di una Genova tentacolare ancora tutta da scoprire.
Nel 1997 è la volta di Inventare l'allegria sempre per la Polygram. Considerare Inventare l'allegria un diario può sembrare forse riduttivo, ma la verità è che in Claudia la vena autobiografica è sempre fortissima. La canzone diventa quasi un dialogo con un fantomatico interlocutore che può essere un uomo, un animale, il proprio Se interiore. O la propria città, a cui questa volta dedica Lanterna de Zena un vecchio testo popolare rimusicato completamente.

Chi intraprende la carriera di cantautore deve inevitabilmente mettere da parte il pudore. La canzone abbatte paure e timidezze. La canzone dà voce a chi quasi non riesce a parlare, proprio come Claudia:
"Ho sofferto fino a 25 anni di una timidezza patologica, quasi paralizzante. Parlavo solo se costretta. Il canto mi ha permesso piano piano di comunicare ciò che scrivevo. La musica è diventata, insieme al canto, il ponte tra me e gli altri." (Il Giornale 10/10/2010).
L'esibirsi sul palco davanti al pubblico è un mettersi a nudo. Claudia lo fa quasi alla lettera nella copertina del suo terzo album Trentanni. E' brava e bellissima, e questo lo si sapeva già, ma adesso è anche conturbante e provocante, e perché no provocatoria.
Non solo mette in mostra un topless scultoreo, ma sembra essere in croce.
Si capisce chiaramente che per lei è un disco di svolta, tanto che questa volta si autoproduce.
Da un punto di vista tematico il disco si caratterizza per una sorta di dualismo carne-spirito molto marcato, che porta Pastorino da una parte a una ricerca spirituale profonda e orientata verso le correnti orientali, e dall'altra a espliciti richiami al corporeo e alla sessualità seppur venati spesso di sarcasmo verso il fantomatico interlocutore maschile.

Pastorino a poco a poco smette i panni di autrice musicale e alterna l'attività di scrittrice a quella di raffinata interprete.
Proprio in questa veste porta in giro per l'Italia uno splendido recital con il Quartetto di Violoncelli Cello Fans di canzoni di Fabrizio De André.
Nel 2006 è la volta della raccolta Live and let Live, e finalmente nel 2007 le viene assegnato il Premio Via del Campo.

Negli ultimi anni Claudia si è dedicata ancora con maggiore attenzione a curare la propria carriera di interprete. Stavolta gli orizzonti si allargano: da Genova all'Argentina  - grazie ai lavori con il Maestro Horacio Ferrer -  e dall'Argentina all'Europa con uno spettacolo messo in scena nel 2010 che abbraccia la canzone d'autore di diversi Paesi del nostro continente.      ...

(da Capitolo 8. Il versante femminile)



...  A mezzanotte a Palazzo Rosso erano in 1.500 ad assieparsi nell'Auditorium.   Tanto (e tanti) che per la prima volta il Festival Internazionale di Poesia, raggiunto il "limite della capienza", ha dovuto chiudere le porte a chi continuava ad arrivare.  
Il merito di tanto successo va all'ultimo (in ordine cronologico) della serie di eventi organizzati per "la grande notte della poesia": il concerto poetico "L'Ombra della Luce, le canzoni di Franco Battiato e le poesie sufi di Rumi".    
Claudia Pastorino, interprete ineguagliabile, una certezza, e il Quartetto Songlines hanno fatto il pienone   ...

LA GAZZETTA DEL LUNEDI'   13 Giugno 2005




...   Si tratta di un programma musicale cantato in sette lingue, un viaggio musicale che esplora generi musicali, sonorità, atmosfere, emozioni, luoghi geografici e luoghi dell'anima.   Claudia Pastorino è una delle più rappresentative cantautrici e interpreti della nuova scena artistica italiana non commerciale.    Questo collaudato programma musicale in trio acustico è coinvolgente, variegato, adatto a un pubblico eterogeneo, unendo la forza della parola, la riflessione sull'uomo sociale (con Gaber) e sull'uomo spirituale (con Battiato)  a interessanti virtuosismi vocali sulla scia della sperimentazione di Stratos.    Lo spettacolo è stato proposto in Italia e in Francia con entusiasti consensi di pubblico e di critica.    ...

CORRIERE MERCANTILE  28 Dicembre 2010




Intervista relativa al CD Live TANGO CHE HO VISTO BALLARE (Maggio 2012, Estatica)





 ...   One of the genoesis singer-songwriters is the unforgettable Claudia Pastorino, the first female singer-songwriter, who wrote "Genoa is one hypothesis, among many/ Genoa curses and wrings her hands/ Genoa is in the end merely a child's game/ And don't leave your umbrella outside the door/ The real Genoa of the alleyways will steal you too".   ....
ULISSE  (rivista mensile di bordo ALITALIA,  Aprile 2012)




Recensione del CD Live TANGO CHE HO VISTO BALLARE (Aprile 2012, Bravo Online)





Una grande passione:  la canzone d'autore internazionale e la musica popolare,  a cui si aggiunge l'amore per la tradizione classica.
Una miscela d'arte che diventa professione,  quella della musicista genovese Claudia Pastorino, divisa oramai da oltre vent'anni tra l'insegnamento del canto e l'attività concertistica.   E lei, cantautrice colta e raffinata, poco incline a scelte facili, ha preferito restare a Genova.   Claudia, che molti indicano come la cantautrice che ha inaugurato il filone femminile della "Scuola genovese di canzone d'autore", per la sua visibilità è dovuta uscire fuori dai confini cittadini e presentare concerti nei teatri del nord Italia e nelle isole. Senza dimenticare l'estero.   Insomma, malgrado la sua amata Genova non le abbia offerto grandi opportunità, è comunque rimasta, conquistando palcoscenico e pubblico con il suo canto libero, fascino, genialità e una timidezza a tratti disarmante.
A testimonianza i testi e le musiche che compongono i suoi cinque album e i cinque libri scritti per lasciare traccia del suo impegno sociale:   la difesa degli animali, la religione, l'ambiente e la difesa dei diritti umani.

Una Genova matrigna. Comunque è rimasta?
"Non direi. Genova è un'isola.  ...  Io sono genovese soprattutto nel carattere: schiva timorosa, e non invadente.  La mia poi non è mai stata un'ambizione sfrenata.  Il mio obiettivo era quello di vivere di musica."

Obiettivo raggiunto a quanto pare, visti i riconoscimenti e i premi.  Necessario però uscire fuori da Genova?
"Lavoro molto fuori città.  La mia attività concertistica si sviluppa attraverso una serie di programmi musicali che spaziano dal tango, alla canzone d'autore, attraversando le lingue mediterranee,  e altri programmi come il viaggio atlantico sulle lingue dei paesi che si affacciano sull'oceano.  Tutto ciò è frutto della collaborazione con diversi gruppi, quali il Quartetto di Violoncelli, l'Orchestra Classica di Alessandria, e il mio Trio acustico voce chitarra e flauto.   ...     Il prossimo appuntamento è domani alle 18 a Santa Margherita Ligure,  Concerto con il Maestro Horacio Ferrer,  il più grande poeta sudamericano, dove canterò le sue canzoni tradotte.   Diciamo che prediligo lavori teatrali, che poco hanno a che fare con la televisione e i circuiti commerciali."

" ... Io resto ancorata alla mia città, alla mia Pegli.   ...  Oggi sono tutti cantanti,  quasi una psicosi collettiva.
Mi sembra che si stia perdendo il controllo,  con una televisione che dice  "esibisciti una volta e vedrai che ti ritroverai in vetta alle classifiche".   Ma così si bypassa la formazione e la didattica, elementi essenziali nel nostro lavoro."

E' forse un po' più critica di altri, visto che tra i suoi studi c'è anche quello della Cantoterapia che poi è diventato anche un libro.  Di cosa si tratta?
"Non si tratta di essere critica.  Semplicemente non riesco ancora ad accettare, sia come insegnante che come musicista, di non dare il giusto peso alla formazione.  Anche nella Cantoterapia è essenziale.  Lì dove insegna a respirare in modo corretto, profondo, ossigenante, non c'è posto per l'improvvisazione.  La Cantoterapia insegna a trasformarci in uno strumento vibrante e risonante, e senza una adeguata conoscenza dello strumento-voce, esso rischia di rimanere un'entità in parte sconosciuta e misteriosa.
"

Un amore per il canto che le ha permesso di superare molti problemi di comunicazione?

"Ho sofferto fino a 25 anni di una timidezza patologica, quasi paralizzante. 
Parlavo solo se costretta. 
Il canto mi ha permesso piano piano di comunicare ciò che scrivevo. 
La musica è diventata, insieme al canto, il ponte tra me e gli altri. 
E' da lì che è iniziato il mio percorso di crescita che mi ha permesso di raggiungere determinati obiettivi."

IL GIORNALE   10 Ottobre 2010





...   Claudia Pastorino vestiva di nero e non sorrideva.
Viveva in un piccolo appartamento del centro storico di Genova, in una piazzetta che portava il nome dell’albero della giuggiola che vi si ergeva al centro. 

Cantava vestita di nero, senza sorriso a illuminare il bellissimo viso e mi ricordava Juliette Greco. Ma Claudia era più bella. E molto più sovversiva. 
Oggi è un “manifesto vivente” di contro cultura italiana, con un piccolo pubblico fedele, alcuni premi a festival alternativi e tre dischi pubblicati.
Claudia compone le sue canzoni e il suo canto è radicale: protesta per i diritti degli animali, difende una alternativa alimentare rigorosamente vegetariana e biologica, lotta contro la prepotenza delle multinazionali che legiferano da Bruxelles su ciò che mangeranno le prossime generazioni, e ricorda che il pianeta non è in vendita   ...

EXPRESSO  (PORTOGALLO)   7 Luglio 2001

 





Recensione del CD Live TANGO CHE HO VISTO BALLARE (Aprile 2012, Estatica)

 





CLAUDIA PASTORINO RICEVE IL PREMIO VIA DEL CAMPO

E' stato assegnato a Claudia Pastorino, sabato scorso in Piazza Fossatello, nell'ambito degli eventi della "Notte Bianca", il Premio "Via del Campo" per la canzone d'autore.     Grande gioia e commozione da parte della cantautrice genovese, che finalmente riceve un meritato riconoscimento nella sua città.
Claudia Pastorino, cantautrice colta e raffinata, poco incline a scelte facili, ha ricevuto negli anni diversi Premi, a Recanati, a Garlasco, a Catania.
A Claudia va il merito di avere inaugurato nel 1992 il filone femminile della scuola genovese di canzone d'autore.   ...  
 

CORRIERE MERCANTILE    18 Settembre 2007








CANZONE D'AUTORE      PREMIO VIA DEL CAMPO A CLAUDIA PASTORINO

La cantautrice genovese Claudia Pastorino ha ricevuto, lo scorso sabato in Piazza Fossatello, nell'ambito delle iniziative della Notte Bianca, il Premio "Via del Campo" per la canzone d'autore.   Un premio che arriva dopo anni e anni di lavoro e che rappresenta un meritato riconoscimento da parte della città,  per l'artista che ha aperto la strada, nel 1992, a una generazione di cantautrici e che, nonostante gli scarsi spazi per la musica d'autore offerti da Genova e le possibilità molto più concrete di esprimersi che si possono trovare in città quali Milano o Roma, ha scelto di restare sotto la Lanterna.
Nata a Pegli, può esibire un ricco curriculum di collaborazioni artistiche e di concerti in Italia e in Francia, Germania, Finlandia, Olanda e Belgio.   ...
 

IL SECOLO XIX    18 Settembre 2007







PASTORINO, TUTTA LA POESIA DI DE ANDRE' PER VOCE E VIOLONCELLI

La canzone d'autore si sposa con le sonorità più classiche, nel CD omaggio a Fabrizio De André "Un Sogno di Mare" della cantautrice genovese Claudia Pastorino con i Cello Fans, il quartetto di violoncelli capitanato dal musicista e compositore Stefano Cabrera.
Già spettacolo dal vivo portato in scena nel corso di due anni in teatri, piazze e locali da Genova alla Liguria a tutto il Nord Italia, la scaletta di nove brani del cantore di "Via del Campo" è nata da un'idea del prolifico Stefano Cabrera, da dieci anni in orchestra al Teatro Carlo Felice per il quale ha recentemente scritto anche le cinque suite beatlesiane per orchestra, coro e voce solista.   Stefano Cabrera, che ha arrangiato per violoncello tutti i brani, in questo progetto ha coinvolto anche i suoi colleghi violoncellisti Chiara Alberti, Giulio Glavina e Federica Vallebona, insieme alla voce raffinata della Pastorino.

Altri tre CD pubblicati prima di questo, Claudia Pastorino insegna tecnica vocale e ha all'attivo un'esperienza letteraria strettamente legata alle sue personali scelte di vita.    Con le primissime traduzioni in italiano di quattro testi di filosofia e spiritualità Jainista, la Dottrina indiana di 2500 anni fa, contemporanea quindi al buddhismo ma più radicale, che predica la regola della Nonviolenza attiva.    ...

IL SECOLO XIX   18 Ottobre 2005


 



Applausi interminabili per la cantautrice e per la brava pianista Claudia Oliveri.    Pastorino, da Genova all'Argentina.    Il concerto di Claudia Pastorino, giovedì scorso, ha mandato in visibilio il pubblico di Palazzo Ducale. La cantautrice, accompagnata al piano dalla brava Claudia Oliveri, ha saputo impreziosire ogni brano grazie a sicure doti interpretative e a una voce duttile capace di virtuosismi inattesi.     L'artista ha saputo mettere in luce il significato di 'viaggio' per i genovesi.     ...

CORRIERE MERCANTILE  29 Giugno 2002

 




Nel nuovo Cd la cantautrice genovese apre con semplicità e ironia una finestra sul 'privato' di una ragazza d'oggi. A due anni di distanza da 'I gatti di Baudelaire', Claudia Pastorino, cantautrice tutta genovese, ci riprova: il suo amore per gli animali è rimasto immutato ma il cammino artistico sembra acquistare più sicurezza e convinzione e la sua opera seconda, 'Inventare l'allegria', appare un tassello in più sulla strada della maturità.     ...

Nel '94 al Premio Musicultura Città di Recanati, tra i più importanti nel settore, una giuria composta da artisti del calibro di De André, Gaber, Battiato e Branduardi premiò senza esitazioni la sua 'Canzone per mio padre' facendole vincere le ultime timidezze e convertendola definitivamente alle possibilità di un vero futuro nel mondo della musica. Allora, sull'onda di quel successo, uscì 'I gatti di Baudelaire', un album che pur scontando qualche inevitabile asprezza testimoniava comunque un cammino sofferto e molto personale, abbracciando un arco di tempo di almeno dieci anni.
E quel che viene fuori sono incertezze molto quotidiane, schegge di realtà, finestre socchiuse sul privato di una ragazza d'oggi che non ha paura di mettersi in discussione. Ma senza patetismi e, piuttosto, con ironia, tanto da definirsi "divetta di città, Marlene Dietrich per quattro ubriachi che tiran l'alba innamorandosi di me".       C'è strada da fare, ma la via è quella giusta.

IL GIORNALE   9 Settembre 1997
 
 




Il fascino e il talento della Pastorino.

Il venerdì sera di Boccadasse ha gli occhi e la voce di Claudia Pastorino, fascino e genialità e l'abilità di chi del palcoscenico e della musica ha fatto ormai una professione.    Sale sul palco dopo due giovanissimi (e comunque gradevoli) esordienti, e basta il primo pezzo 'Fammi Anima', una sorta di preghiera senza retorica, per capire che si è arrivati su un altro pianeta. La piazza si anima, Claudia passa con disinvoltura da un pezzo all'altro, riuscendo a coinvolgere e anche a divertire.    I suoi testi sono venati di ironia, specie quando affrontano l'ormai famosa questione dei rapporti uomo e donna. Nei suoi brani amore non fa mai rima con cuore e le sue canzoni raccontano piuttosto di polverosi menage fatti d'abitudini e della voglia di mordere la vita, come lei stessa canta, rompendo gli argini della quotidianità. Passa così da 'Carpe Diem!!' a 'Come dico io' a 'Cambia tu', fino ad arrivare alla commovente e bellissima 'Canzone per mio padre', seguita da un lungo applauso.    ... 
 

IL SECOLO XIX   13 Agosto 1995
 

 





Claudia, cantautrice tra i gatti.

La Pastorino ha inciso il suo primo album: dieci brani tutti da ascoltare. Risolute, intelligenti, concrete, dotate di temperamento e di indole bellicosa, le giovani cantautrici crescono. Magari con difficoltà e tra mille problemi, ma crescono. Se poi sono anche liguri, e per la precisione genovesi, l'attenzione si impone, non fosse altro che per i precedenti che indicano la nostra regione tra quelle musicalmente più fertili nel panorama della canzone d'autore.  ...

Un album questo 'I gatti di Baudelaire', un sobrio disegno in copertina dove il volto della cantante si dissolve nel muso di un felino, pensato poco alla volta da almeno dieci anni, magari passeggiando tra i vicoli del centro storico o cantando nei locali genovesi.   ...    Una decina di brani a comporre un quadro eterogeneo ed equilibrato nel quale sembra volutamente lasciata da parte ogni volontà di stupire (errore sempre dietro l'angolo delle 'opere prime') per affrontare invece un itinerario personale , segnato qua e là da qualche asprezza di troppo, ma anche sofferto.

La voce avvolgente, mai aggressiva, che ama giocare con le note, accattivante come i gatti del titolo, si sposa ad una partitura agile e leggera con arrangiamenti molto curati nella loro semplicità attraversati a volte da sottili brividi jazz dove un soffio di oboe o un sax che entra ed esce sospendono la musica come in un sogno lontano. E se talvolta la scrittura appare fin troppo ricercata ed arcaica, a riscattare il tutto c'è il senso di una passione moderna, di un amore problematico, poco consolatorio, lontano dall'esaurirsi in un infrangersi di cuori ma molto deciso, a volte perfino aggressivo, rivolto anche  - e perché no? -  alla propria città.

In definitiva, un disco da non esaurire in fretta ma da lasciare crescere nel tempo, aspettando magari la giovane cantautrice al suo secondo album, quello della eventuale conferma e da sempre -per chi parte col piede giusto- il più difficile da realizzare.

IL GIORNALE  17 Giugno 1995
 
 




...    Il rispetto per la vita, il potere religioso, al centro dello studio della giovane scrittrice Claudia Pastorino.  Una donna elegante, comunicativa, immersa nella libera ricerca della spiritualità. Di temperamento forte, il suo carattere dimostra acredine verso tutto ciò che è stabilito rendendola polemica nei confronti degli schemi e delle regole. Cantautrice della scuola genovese, adesso anche scrittrice, Claudia ha presentato nel giardino della Biblioteca di Marina di Massa il suo primo lavoro, un libro che dice molto sul percorso dell’autrice verso l’autoconsapevolezza.
Un iter faticoso e audace, pagato al prezzo dell’isolamento e dell’incomprensione.    Questo perché il dito puntato della scrittrice è diretto verso il cattolicesimo che definisce antropocentrista, dogmatico, dispensatore di una verità misurata.   
Nel suo coraggioso libro, che si è prestato ad un dibattito a tinte forti, Claudia Pastorino prende le distanze dal cattolicesimo, rivedendo anni di storia papale, le torture della Santa Inquisizione, l’avversione alla sessualità e ponendo una attenzione particolare anche contro la vivisezione.    ...

 LA NAZIONE    22 Luglio 2000

 
 



 



 

...    Claudia è una poetessa che canta, erede del primo De André, con quel mix di Francia, ironia, tristezza e rabbia che caratterizzava le sue composizioni.     ...

LA REPUBBLICA     15 Novembre 2000

 
 



 

...     Trentanni   (è anche il titolo del suo ultimo cd) ma già una storia intensa alle spalle:    fatta di musica, di canzoni d’autore, di sogni a occhi aperti e di successi.    Oggi Claudia Pastorino è forse una delle cantautrici a più forte tasso di personalità.    Sicuramente originale, di quelle rare persone che nel mondo dello spettacolo non si accontentano mai, ha preso carta e penna non per scrivere il testo di una canzone, ma per dare alle stampe un libro, un atto d’amore per la filosofia orientale e un duro j’accuse nei confronti delle religioni e delle teologie.    ...
 

SOPRATTUTTO   allegato de Il Secolo XIX     Novembre 2000

 


 



...     Canzone d'autore con buona spinta propulsiva:  l'iniziale UN DISEGNO PIU' GRANDE, con un avvolgente assolo di sax (formula che si riproporrà spesso) è il manifesto di un album sincero, molto femminile, lunare, impressionista.     Nonostante il lavoro di produzione, le canzoni non ne escono appesantite:  NOTTURNO è una bella confessione in prima persona,  VOCI è una poesia che non perde di vista la concretezza dell'esistenza,  LANTERNA DE ZENA è un delicato omaggio alla sua città realizzato in dialetto su un testo anonimo.     ... 

MD MUSICA & DISCHI      Aprile 1997 




 

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