

|
contro la vivisezione |
Leone Tolstoi e il vegetarismo |
Dall'età
di
diciassette anni mi
dedico al volontariato per i diritti
degli animali. La lotta antispecista
è a mio parere inscindibile dalle altre
lotte di Liberazione; sono infatti convinta che percorsi di lotta
parziali perdano gran parte della loro forza e
credibilità,
proprio a causa della mancanza di visione globale. Tento di dare il mio
contributo contro la caccia, contro il commercio
di Animali, contro gli sconosciuti inferni della vivisezione, i
circhi equestri, i lager zoologici, l'uso di carni,
pelli e pellicce, gli allevamenti intensivi, e tento di spargere
dei
semi in favore del Vegetarismo. Il
Vegetarismo ha motivazioni
direttamente legate alla fame nel mondo, motivazioni economiche,
ecologiche,
etiche imprescindibili, che non dovrebbero più essere
ignorate,
soprattutto da chi ha a cuore certe cause.
...
Tortura è una definizione corretta per
indicare
cosa sia la vivisezione. Ci sono alcune cose in questo mondo che
sono semplicemente troppo
efferate per essere tollerate.
La "disperazione indotta"
è un metodo per indurre
depressione in cani o in altri animali, sottoponendoli ripetutamente a
scosse elettriche che non possono evitare, fino a quando non smettono
di agitarsi disperatamente e restano immobili nell'angoscia più
nera a subire passivamente altre scosse.
Nessuno, inclusi gli stessi
ricercatori, crede seriamente che questo modello abbia qualcosa a che
fare con la depressione clinica umana.
Poi c'è il dolore
quotidiano provato da qualsiasi
essere
senziente qualora venga tenuto rinchiuso in una gabbia di piccole
dimensioni, dove spesso giace disperato in mezzo ai suoi stessi
escrementi, con le ferite lasciate infette e purulente, ignorato fino a
quando viene nuovamente tolto dalla gabbia per essere torturato
un'altra volta.
Agli inizi del 1981, entrai in un laboratorio di vivisezione al
VA-Wadsworth, nell'area di Westwood a Los Angeles.
Ero con un amico di
nome Bob. Quel che vedemmo cambiò la mia vita per sempre.
C'erano cani che si stavano riprendendo dopo interventi di chirurgia su
ulcere prodotte sperimentalmente.
Soltanto che non stavano
riprendendosi, stavano morendo. Stavano morendo in preda a dolori
terribili.
In una delle gabbie, vidi un cucciolo di malamut dell'Alaska.
Gemeva.
Allungai la mano tra le sbarre della sua gabbia sporca e lo
accarezzai.
Mi guardò, cercò d alzarsi ma era troppo
debole, troppo malato, troppo afflitto dal dolore.
Lo sollevai
dolcemente affinché Bob potesse scattargli delle foto. Il
cane
cercò di leccarmi il viso attraverso le sbarre.
Forse
pensò che stessi per salvarlo. Vidi i punti di sutura
infetti
sulla sua pancia, purulenti e sanguinanti.
Vidi il tubo sozzo ed
incrostato usato per drenare i fluidi dal suo stomaco.
E, mentre lo
tenevo sollevato, vidi i punti marci disfarsi e le sue budella
cominciare a fuoriuscire.
Il più delicatamente possibile lo depositai sul fondo della
gabbia e lo accarezzai, cercando di dargli un po' di conforto in quegli
ultimi momenti della sua vita. Stavo ancora tenendolo tra le
braccia
quando emise il suo ultimo respiro rantolante e morì.
Mi
sembrò che la sua agonia fosse infinita. Piangevo,
guardando il
suo cadavere. E pensai: Questa
non è scienza.
Questa è follia.
In quel preciso momento seppi
esattamente come avrei
trascorso il
resto della mia vita.
Quel malamut
è stato per me il simbolo
dell'essenza
della
vivisezione: sofferenza insensata e morte.
La tortura di animali, finanziata dal governo, prosegue giorno dopo
giorno e a voi non è concesso di vederla. Se si tratta di
ricerca scientifica legittima, perché viene condotta in
clandestinità? Perché la verità non viene mai
mostrata e c'è bisogno che qualcuno si infiltri o faccia
irruzione per scattare foto o girare filmati di
quell'orrore?
Una delle fotografie sottratte da
questo laboratorio durante il
raid dell'ALF era stata scattata dagli stessi ricercatori: nella foto
si
vede Greg Strckrod che tiene una scimmia neonata terrorizzata in una
mano
mentre con l'altra mano la tormenta con un bastone. Più tardi,
quando
la foto venne mostrata a tutto il Paese, i ricercatori dissero che "si
trattava semplicemente di uno scherzo".
Fu una scena da incubo, una visione infernale. Quando facemmo
irruzione, non c'erano i torturatori in questo girone infernale;
c'erano solo le vittime, gli animali, lacerati nel corpo e nello
spirito.
Il
cameraman era stato un operatore di guerra, ma ciò
che aveva visto in quella stanza lo aveva sconvolto.
Alcuni gatti miagolavano al nostro indirizzo, come se stessero
supplicandoci di salvarli. O forse avevano paura che avremmo potuto far
loro del male. Altri, troppo sfiniti per potersi muovere, giacevano in
silenzio nel fondo della loro estrema miseria.
Una delle foto che
scattammo ritraeva un cucciolo completamente avviluppato in un sacco
che si dibatteva, ormai allo stremo, nelle sue feci e nelle sue urine.
Aveva fuori solo la testa e un grosso cavo elettrico gli passava dritto
in mezzo al cranio.
Veri professionisti della medicina dopo aver visto
le fotografie scattate in quella stanza delle torture stettero male
esattamente come lo eravamo stati noi e dissero che quella non era
scienza e che quelle pratiche non avevano niente a che vedere con la
ricerca medica.
E'
qualcosa che ti perseguita e
che ti spezza il cuore.
Ciò che gli animali sono
costretti a subire non è
niente di meno di un inferno, il peggiore inferno che possiate
immaginare, solo che una persona sana di mente non riuscirebbe mai ad
immaginarselo senza averlo prima visto di
persona.
CHRIS DE
ROSE,
"A MUSO DURO"
L'argomento con cui un amico cercò di convincere Gandhi ad abbandonare la tradizione ortodossamente vegetariana della sua famiglia fu dello stesso tipo. Gli disse che gli inglesi erano capaci con pochi uomini di dominare milioni di indiani perché mangiavano carne. Questo li rendeva forti. Il solo modo di combatterli era di diventare carnivori come loro. Una notte allora i due amici vanno in riva al fiume e per la prima volta Gandhi mangia un boccone di carne di capra, tradendo così la fede dei suoi genitori e della sua casta. Ma sta malissimo. Non digerisce e ogni volta che cerca di addormentarsi gli pare di sentire nello stomaco il belare della capra mangiata, come racconta nella sua autobiografia. In tutta la sua vita Gandhi non toccò più un pezzo di carne, neppure nei suoi anni da studente in Inghilterra dove tutti gli dicevano che senza carne non avrebbe potuto resistere al freddo.
Col passar del tempo, mi son reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo. La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l'odore di una che cuoce mi dà la nausea e l'idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.
Il modo perfettamente "razionale" in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.
Io guardavo i maialini e chiedevo, fra me e me, a chi li avrebbe mangiati: "Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?" Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di questa carne c'é il terrore della violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell'animale che muore.
Perché fare del proprio stomaco un cimitero?
E' un problema di morale.
Ecco un piccolo,
bel modo per fare
qualcosa
contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri
viventi. ...
TIZIANO
TERZANI,
"UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA"
Si sono convinti
che
l'uomo, il
peggior
trasgressore di tutte le specie,
sia il vertice della creazione: tutti
gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente
per procurargli
cibo e pellame, per essere torturati e sterminati.
Nei loro confronti
tutti sono nazisti: per
gli animali
Treblinka
dura in eterno.
Il
vegetarismo è la mia religione, la mia protesta contro la
condotta del mondo.
Essere vegetariani significa dissentire, dissentire con il corso
degli eventi attuali.
Energia nucleare, carestie, crudeltà: dobbiamo prendere
posizione contro queste cose.
Il vegetarismo è la mia
presa di posizione. E penso che sia una presa di posizione
consistente.
Isaac
B.
Singer
Le
grida delle
mucche
sembrano grida umane
si avvicina il coltello
che urla
e questa bellissima
creatura
deve morire
di una morte senza
motivo
e una morte senza
motivo
è un assassinio.
E
la carne che
cucini
con tanta fantasia
non è
succulenta, gustosa o buona
è morte senza
motivo
e una morte senza
motivo
è un assassinio.
E
il vitello che
tagli
sorridendo
e il tacchino che
affetti
allegramente, è un assassinio.
Hai mai visto come vengono uccisi gli animali ??
Chi
ascolta quando
gli animali piangono ??
Morrissey (The Smiths) "Meat is Murder"


International Vegetarian Union
![]()