Diritti degli Animali


Albert Schweitzer
e il 
Rispetto
per la Vita

Richard Wagner
contro la
vivisezione
Leone Tolstoi
e il
Vegetarismo





 


Si crocifigge un cane per studiare la durata dell'agonia di Cristo.
Si squarta una cagna gravida per osservare l'istinto materno sotto il dolore intenso.
Una équipe di cosiddetti scienziati paralizza un branco di gatti, sega via la volta cranica e stuzzica il cervello mentre le bestiole non anestetizzate sono costrette a inalare varie concentrazioni di anidride carbonica, e alla fine si ha la riprova di quanto già si sapeva da anni: che esiste una correlazione tra la concentrazione dell'anidride carbonica nel sangue e gli squilibri nervosi.
Altri ricercatori immergono in acqua bollente 15.000 animali diversi, poi somministrano a metà di essi un estratto epatico di cui sono note da tempo le proprietà terapeutiche in caso di shock. Com'era da aspettarsi, gli animali trattati col farmaco agonizzano più a lungo degli altri.
Si costringono dei cani a bere soltanto alcool puro per oltre un anno, per ottenere "la prova scientifica" che l'abuso di alcool è nocivo.
Migliaia di topi, conigli e cani, per lo più tracheotomizzati, vengono costretti a fumare sigarette per mesi e anni, e naturalmente molti muoiono: ma gli sperimentatori subito avvertono che non è possibile alcuna trasmissione di dati validi all'uomo.
...

HANS RUESCH,   IMPERATRICE NUDA



Avevano il corpo pieno di piaghe e un catetere infilato nell’addome;
alcuni, impazziti per il dolore, sbattevano ripetutamente la testa contro le sbarre fino a procurarsi orribili ferite;
altri si erano spaccati i denti mordendo le gabbie.
Dalle sbarre vidi spuntare una zampa gigantesca e, inconsapevole dei rischi che potevo correre, volli toccarla.
Allungai la mano e l’orso me la strinse dolcemente.
Allora gli promisi che sarei tornata e che l’avrei salvato.

Jill ROBINSON,   Fondatrice di Animals Asia Foundation





Margherita Hack, vegetariana dalla nascita, sottolinea come molti grandi scienziati della storia, da Leonardo da Vinci a Darwin a Einstein, fossero vegetariani, e sfata alcuni dei pregiudizi su questa dieta: "In seconda elementare facevamo il tempo pieno - dice - e quando tiravo fuori il mio pasto a base d'insalata, uovo e formaggio, c'era la preoccupazione delle maestre per la mancanza di carne: come avrei fatto a crescere bene, forte e sana? Eppure sono arrivata a 89 anni in condizioni discrete di salute. A più di 80 anni, oltre alle domenicali partite di palla a volo con amici cinquantenni, ho girato in bicicletta buona parte del Friuli Venezia Giulia, oltre a lunghe nuotate tutte le mattine d'estate. Tutto questo a dimostrazione che la mancanza di carne e pesce non ha certo indebolito il mio fisico".   Oltre che la salute umana, essere vegetariani può salvare anche quella del pianeta: "Pochi sanno - continua la Hack - che i quattro quinti della terra coltivata in tutto il pianeta sono usati per produrre foraggi per gli animali, e solo un quinto per il consumo umano di cereali, frutta e verdura.   Si calcola che in media occorrano dieci chili di grano e cereali vari per produrre mezzo chilo di carne.
In un mondo come il nostro, in cui la popolazione umana è in continuo aumento, bisognerebbe evitare questo enorme sperpero, riducendo drasticamente il consumo di carne.  E poi anche noi, come tutti i viventi e tutto ciò che si trova sulla Terra, siamo il prodotto della morte di grandi stelle esplodenti, le supernove - spiega la scienziata -.   Questa origine comune dovrebbe farci sentire come fratelli tutti gli esseri viventi, uomini e animali".

Margherita HACK,     Perché sono vegetariana
 




Il Vegetarismo è la mia religione, la mia protesta contro la condotta del mondo.
Essere Vegetariani significa dissentire, dissentire contro il corso degli eventi attuali.
Energia nucleare, carestie, crudeltà:  dobbiamo prendere posizione contro queste cose!
Il Vegetarismo è la mia presa di posizione. E penso che sia una presa di posizione consistente.
Penso che tutto ciò che è collegato con il Vegetarismo sia della massima importanza, perché non ci potrà mai essere pace nel mondo finché ci ostiniamo a mangiare gli animali.  Questo si applica anche ai pesci. Io non mangio pesce. 
Sono diventato Vegetariano perché per tutta la vita mi sono sentito in colpa e pieno di vergogna per il fatto di aver mangiato carne animale. 
Sono convinto che gli animali siano creature di Dio esattamente come lo sono gli esseri umani. 
E noi dobbiamo rispettarli e amarli,  invece di macellarli.  Si sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione:   tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati.
Nei loro confronti tutti sono nazisti:  per gli animali Treblinka dura in eterno.

Isaac Bashevis SINGER      Polonia, 1904 – USA, 1991,    Premio Nobel Letteratura 1978,   parte della cui famiglia morì in seguito alle deportazioni naziste




...  Ispirai a un cane la più intensa antipatia, infliggendogli tutti i tormenti possibili, e infine gli cavai gli occhi. Allora potevo avvicinarlo senza incutergli paura. Non appena gli parlavo, la sua collera ritornava. Allora gli perforai i timpani e gli versai della cera negli orecchi.
Incapace di udirmi, mi lasciò avvicinare e potei accarezzarlo. Sembrava godere di queste mie carezze. ...

HANS RUESCH,   IMPERATRICE NUDA




I nostri pronipoti troveranno barbara l'usanza di nutrirsi di animali.
Nei prossimi anni milioni di persone sceglieranno di mangiare a un gradino più basso della catena alimentare, così da permettere che milioni di altri possano ottenere quanto occorre per sopravvivere.   Se ciò succederà, aumenterà il livello di salute globale, nostra, del Sud del mondo, del pianeta.
La civiltà dell'empatia è alle porte.   Stiamo rapidamente estendendo il nostro abbraccio empatico all'intera umanità e a tutte le forme di vita che abitano il pianeta.   Ma la nostra corsa verso una connessione empatica universale è anche una corsa contro un rullo compressore entropico in progressiva accelerazione, sotto forma di cambiamento climatico e proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Riusciremo ad acquisire una coscienza biosferica e un'empatia globale in tempo utile per evitare il collasso planetario?
La coscienza empatica si fonda sulla consapevolezza che gli altri, come noi, sono esseri unici e mortali.
Se empatizziamo con un altro è perché riconosciamo la sua natura fragile e finita, la sua vulnerabilità e la sua sola e unica vita; proviamo la sua solitudine esistenziale, la sua sofferenza personale e la sua lotta per esistere e svilupparsi come se fossero le nostre.
Il nostro abbraccio empatico è il nostro modo di solidarizzare con l'altro e celebrare la sua vita.

Jeremy RIFKIN,    Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne







E' certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il Vegetarismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbara abitudine.
Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato.
Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori.
Non c'è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d'avena, siano più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali. Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi, e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare.
Alla luce di questi fatti, tutti gli sforzi dovrebbero essere compiuti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per la nostra morale.

NIKOLA TESLA








Un’altra fucilata!  Ogni volta che un colpo riecheggia nella vallata penso che il piccolo cuore che batteva nel suo sangue, per tenere aperti due occhietti limpidi, per fare uscire note melodiose nel bosco, per fare aprire due meravigliose ali, è stato colpito.
Un senso di odio si sveglia in me verso quell’idiota che ha sparato.

Un’atra sc-ciuppetta! Ogni votta che un colpo o riecheggia in ta valla penso che o piccolo cheu ch’o betteiva in to so sangue, pe tegni averti dui euggetti limpidi, pe fa sciorti de notte melodiose in to bosco, pe fa arvì due meravigliose ae, o l’è staeto colpio.
Un senso de odio o se me sveggia per quello idiota ch’o l’a sparou.

Edoardo FIRPO,   Poeta genovese








Nel mondo esiste un unico essere menzognero:  l'uomo.   Ogni altro essere è genuino e sincero perché si fa vedere schiettamente qual è, manifestandosi così come si sente, mentre l'essere umano è diventato una caricatura, un mostro, sottolineato dalle disgustose conseguenze del suo nutrimento a base di carne, che è contro natura.   L'essere umano appare come una macchia ignominiosa nella natura.

Arthur Schopenhauer






Qual è l'essenza di una mucca?    Quella di essere serenamente assorta nel proprio quieto ruminare e di vivere tranquillamente i suoi venti lunghi anni in armonia con la natura.   La mucca non è una pompa di latte a quattro zampe che possiamo impunemente rendere orfana, allevare, alimentare chimicamente, farmacologizzare, inseminare e manipolare per l'unico obiettivo:  massimo quantitativo di latte al minimo costo.

Pramoda Chitrabhanu,  Il Libro della Compassione,  Riverenza verso ogni Vita  (IL JAINISMO,  Edizioni Cosmopolis)




Una mucca è un animale dotato di cinque sensi che inoltre possiede una mente.
La crudeltà verso gli animali a cinque sensi è considerata il più grande peccato nelle Scritture Jainiste.

Pravin K. SHAH,  Il Libro della Compassione,  Riverenza verso ogni Vita  (IL JAINISMO,  Edizioni Cosmopolis)



Nessuna nazione sarà completamente libera finché gli animali, nostri fratelli, non saranno liberi e sereni.

T. L. Vaswami



Gli animali non possono parlare, ma come possiamo io e te non parlare per loro, e astenerci dal rappresentarli?
Ascoltiamo, noi tutti, il loro silenzioso pianto di agonia, e aiutiamo quel pianto a essere ascoltato nel mondo!

R. D. Arundale



La religione più elevata è quella di coltivare la fratellanza universale, e di considerare tutte le creature viventi simili a se stessi.

Precetto Jainista




Un giorno i nostri figli ci chiederanno: "Tu dov'eri durante l'Olocausto degli animali?  Che cosa hai fatto per fermare questi crimini orribili?"
A quel punto non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo.

Helmut F. Kaplan




MEAT IS MURDER




...
Le gabbie erano ormai tutte aperte e vuote.
Muscoli allenati da anni di sollevamento pesi chiudevano altri cani negli ultimi contenitori preparati.
Le porte vennero chiuse con forza.
Un'altra accellerazione, e partì anche il secondo furgone.
In tutto erano stati sottratti 10 cani, 24 conigli, 56 ratti da un laboratorio di ricerca.
La prima parte di un'azione provata e riprovata decine di volte era conclusa.
Tempo effettivo: 15 minuti.
Adrenalina al massimo.
Tutto come previsto.
La seconda parte era in corso: il capo del gruppo, colui che mai parla, era ancora dentro e, con una spranga di ferro, distruggeva computer, provette e apparecchi di contenzione.
Era e si sentiva vivo.
Era l'apoteosi di una Morte non antropomorfa.
Era lo scheletro di un enorme ratto che vestiva il cappuccio e impugnava la falce.
Non era più umano.
Era la distruzione.
Era ciò che l'uomo da poco rifiuta ma di cui subisce la potenza.
Era la sofferenza diventata follia.
I suoi due fedelissimi lo aspettavano in macchina con la sicurezza e la pazienza di chi nutre fiducia assoluta.
Come il bisturi sterile che avevano ormai reso inoffensivo, l'improvvisa sirena della polizia squarciò loro le viscere.
L'esitazione fu minima.
Partirono lungo la stessa strada del furgone raggiungendo, come gli altri pochi minuti prima, la libertà.
Anche questa possibilità era già stata discussa e accettata.
Il muto uscì dai laboratori e iniziò a fracassare le finestre.
La polizia ci cascò e si fermò.
Le armi puntate lo fecero fermare e le luci abbaglianti lo fecero girare.  Lentamente.
I cervi, sotto i fari di luce improvvisa, vengono assaliti dal panico e si paralizzano.
Nei loro occhi si legge il vuoto.
Il muto, sotto i fari di luce improvvisa, si spogliò e iniziò a ballare residui di antiche danze tribali.
Nei suoi occhi si leggeva la pazzia irreversibile.
Nella sua mente, l'immagine di animali in fuga e ormai salvi.
...
 

ACID LETHAL FAST,   Astor Amanti     (Edizioni Cosmopolis,  2002)


 



Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo:  "Abramo, Abramo!"
E Abramo rispose:  "Eccomi!"
L'angelo disse:  "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!  Ora so che tu temi Dio e non gli hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio."
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio.  Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
Il Libro della Genesi continua con l'apologia di Abramo.  "Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce."
L'angelo ferma la mano di Abramo e lo elogia, salva il figlio che il padre era pronto a sacrificare e lo sostituisce con un ariete.
Agamennone invece sacrificò a Diana la propria figlia Ifigenia.  Il capo supremo dei Greci in guerra con Troia aveva ucciso una cerva, cara alla Dea, e per placarla dovette compiere il più estremo dei sacrifici.
Agamennone venne ucciso dalla moglie Clitennestra che non lo aveva mai perdonato.
La cerva fu vendicata.
Ifigenia fu vendicata.
L'ariete non ancora.
...
Il Primo Segno è il cuore che si spezza,
testimone della barbarie umana sui più deboli.
Senza compassione. Senza rispetto.
Dal coltello di Abramo in poi, l'ariete è il primo segno.
Primo Segno dello zodiaco.
Primo Segno di una cultura di dominio e sfruttamento crudele, irresponsabile, industrializzato.
Prima vittima di un uomo malvagio,
di un angelo insensibile,
e di un Dio a loro immagine e somiglianza.
...

IL PRIMO SEGNO,   Astor Amanti   (Edizioni Cosmopolis,  2006)

 

... 
Tortura è una definizione corretta per indicare cosa sia la vivisezione. 
Ci sono alcune cose in questo mondo che sono semplicemente troppo efferate per essere tollerate.

La "disperazione indotta" è un metodo per indurre depressione in cani o in altri animali, sottoponendoli ripetutamente a scosse elettriche che non possono evitare, fino a quando non smettono di agitarsi disperatamente e restano immobili nell'angoscia più nera a subire passivamente altre scosse.
Nessuno, inclusi gli stessi ricercatori, crede seriamente che questo modello abbia qualcosa a che fare con la depressione clinica umana.

Poi c'è il dolore quotidiano provato da qualsiasi essere senziente qualora venga tenuto rinchiuso in una gabbia di piccole dimensioni, dove spesso giace disperato in mezzo ai suoi stessi escrementi, con le ferite lasciate infette e purulente, ignorato fino a quando viene nuovamente tolto dalla gabbia per essere torturato un'altra volta.
Agli inizi del 1981, entrai in un laboratorio di vivisezione al VA-Wadsworth, nell'area di Westwood a Los Angeles.
Ero con un amico di nome Bob. Quel che vedemmo cambiò la mia vita per sempre.
C'erano cani che si stavano riprendendo dopo interventi di chirurgia su ulcere prodotte sperimentalmente.
Soltanto che non stavano riprendendosi, stavano morendo.  Stavano morendo in preda a dolori terribili.
In una delle gabbie, vidi un cucciolo di malamut dell'Alaska.  Gemeva.
Allungai la mano tra le sbarre della sua gabbia sporca e lo accarezzai.
Mi guardò, cercò d alzarsi ma era troppo debole, troppo malato, troppo afflitto dal dolore.
Lo sollevai dolcemente affinché Bob potesse scattargli delle foto.  Il cane cercò di leccarmi il viso attraverso le sbarre.
Forse pensò che stessi per salvarlo.  Vidi i punti di sutura infetti sulla sua pancia, purulenti e sanguinanti.
Vidi il tubo sozzo ed incrostato usato per drenare i fluidi dal suo stomaco.
E, mentre lo tenevo sollevato, vidi i punti marci disfarsi e le sue budella cominciare a fuoriuscire.
Il più delicatamente possibile lo depositai sul fondo della gabbia e lo accarezzai, cercando di dargli un po' di conforto in quegli ultimi momenti della sua vita.  Stavo ancora tenendolo tra le braccia quando emise il suo ultimo respiro rantolante e morì.
Mi sembrò che la sua agonia fosse infinita.  Piangevo, guardando il suo cadavere.  E pensai:  Questa non è scienza. Questa è follia.

In quel preciso momento seppi esattamente come avrei trascorso il resto della mia vita.
Quel malamut è stato per me il simbolo dell'essenza della vivisezione: sofferenza insensata e morte. 
La tortura di animali, finanziata dal governo, prosegue giorno dopo giorno e a voi non è concesso di vederla. Se si tratta di ricerca scientifica legittima, perché viene condotta in clandestinità? Perché la verità non viene mai mostrata e c'è bisogno che qualcuno si infiltri o faccia irruzione per scattare foto o girare filmati di quell'orrore?  

Una delle fotografie sottratte da questo laboratorio durante il raid dell'ALF era stata scattata dagli stessi ricercatori: nella foto si vede Greg Strckrod che tiene una scimmia neonata terrorizzata in una mano mentre con l'altra mano la tormenta con un bastone. Più tardi, quando la foto venne mostrata a tutto il Paese, i ricercatori dissero che "si trattava semplicemente di uno scherzo".

Fu una scena da incubo, una visione infernale.  Quando facemmo irruzione, non c'erano i torturatori in questo girone infernale; c'erano solo le vittime, gli animali, lacerati nel corpo e nello spirito. 

Il cameraman era stato un operatore di guerra, ma ciò che aveva visto in quella stanza lo aveva sconvolto.

Alcuni gatti miagolavano al nostro indirizzo, come se stessero supplicandoci di salvarli. O forse avevano paura che avremmo potuto far loro del male. Altri, troppo sfiniti per potersi muovere, giacevano in silenzio nel fondo della loro estrema miseria.
Una delle foto che scattammo ritraeva un cucciolo completamente avviluppato in un sacco che si dibatteva, ormai allo stremo, nelle sue feci e nelle sue urine.
Aveva fuori solo la testa e un grosso cavo elettrico gli passava dritto in mezzo al cranio.
Veri professionisti della medicina dopo aver visto le fotografie scattate in quella stanza delle torture stettero male esattamente come lo eravamo stati noi e dissero che quella non era scienza e che quelle pratiche non avevano niente a che vedere con la ricerca medica.

E' qualcosa che ti perseguita e che ti spezza il cuore.

Ciò che gli animali sono costretti a subire non è niente di meno di un inferno, il peggiore inferno che possiate immaginare, solo che una persona sana di mente non riuscirebbe mai ad immaginarselo senza averlo prima visto di persona.   

CHRIS DE ROSE,    A MUSO DURO
 

 



...
Guardavo quei bei pesci muoversi nell'acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l'uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli argomenti che vengono ancora oggi usati in Occidente per giustificare il massacro annuo di centinaia di milioni di polli, agnelli, maiali e bovi è che per vivere si ha bisogno di proteine. E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?

L'argomento con cui un amico cercò di convincere Gandhi ad abbandonare la tradizione ortodossamente vegetariana della sua famiglia fu dello stesso tipo. Gli disse che gli inglesi erano capaci con pochi uomini di dominare milioni di indiani perché mangiavano carne. Questo li rendeva forti. Il solo modo di combatterli era di diventare carnivori come loro. Una notte allora i due amici vanno in riva al fiume e per la prima volta Gandhi mangia un boccone di carne di capra, tradendo così la fede dei suoi genitori e della sua casta. Ma sta malissimo. Non digerisce e ogni volta che cerca di addormentarsi gli pare di sentire nello stomaco il belare della capra mangiata, come racconta nella sua autobiografia. In tutta la sua vita Gandhi non toccò più un pezzo di carne, neppure nei suoi anni da studente in Inghilterra dove tutti gli dicevano che senza carne non avrebbe potuto resistere al freddo.

Col passar del tempo, mi son reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo. La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l'odore di una che cuoce mi dà la nausea e l'idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.

Il modo perfettamente "razionale" in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.

Io guardavo i maialini e chiedevo, fra me e me, a chi li avrebbe mangiati: "Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?" Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina.  In ogni cellula di questa carne c'é il terrore della violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell'animale che muore.

Perché fare del proprio stomaco un cimitero?   E' un problema di morale.  Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri viventi.  
...

TIZIANO TERZANI,   UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA

 



Le grida delle mucche sembrano grida umane
si avvicina il coltello che urla
e questa bellissima creatura deve morire
di una morte senza motivo
e una morte senza motivo è un assassinio.

E la carne che cucini con tanta fantasia
non è succulenta, gustosa o buona
è morte senza motivo
e una morte senza motivo è un assassinio.

E il vitello che tagli sorridendo
e il tacchino che affetti allegramente, è un assassinio.

Hai mai visto come vengono uccisi gli animali ?
Chi ascolta quando gli animali piangono ?

MORRISSEY,    MEAT IS MURDER





www.icare-italia.org



International Vegetarian Union


Progetto Vivere Vegan



 



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