Diritti degli animali

Albert Schweitzer e il  rispetto
per la vita

Richard Wagner
contro la
vivisezione
Leone Tolstoi
e il
vegetarismo


Dall'età di diciassette anni mi dedico al volontariato per i diritti degli animali.  La lotta antispecista è a mio parere inscindibile dalle altre lotte di Liberazione; sono infatti convinta che percorsi di lotta parziali perdano gran parte della loro forza e credibilità,  proprio a causa della mancanza di visione globale.  Tento di dare il mio contributo contro la caccia, contro il commercio di Animali, contro gli sconosciuti inferni della vivisezione, i circhi equestri, i lager zoologici, l'uso di carni, pelli e pellicce, gli allevamenti intensivi, e tento di spargere dei semi in favore del Vegetarismo.   Il Vegetarismo ha motivazioni direttamente legate alla fame nel mondo, motivazioni economiche, ecologiche, etiche imprescindibili,  che non dovrebbero più essere ignorate, soprattutto da chi ha a cuore certe cause.


 



 ...   Tortura è una definizione corretta per indicare cosa sia la vivisezione.  Ci sono alcune cose in questo mondo che sono semplicemente troppo efferate per essere tollerate.

La "disperazione indotta" è un metodo per indurre depressione in cani o in altri animali, sottoponendoli ripetutamente a scosse elettriche che non possono evitare, fino a quando non smettono di agitarsi disperatamente e restano immobili nell'angoscia più nera a subire passivamente altre scosse.
Nessuno, inclusi gli stessi ricercatori, crede seriamente che questo modello abbia qualcosa a che fare con la depressione clinica umana.

Poi c'è il dolore quotidiano provato da qualsiasi essere senziente qualora venga tenuto rinchiuso in una gabbia di piccole dimensioni, dove spesso giace disperato in mezzo ai suoi stessi escrementi, con le ferite lasciate infette e purulente, ignorato fino a quando viene nuovamente tolto dalla gabbia per essere torturato un'altra volta.

Agli inizi del 1981, entrai in un laboratorio di vivisezione al VA-Wadsworth, nell'area di Westwood a Los Angeles.
Ero con un amico di nome Bob. Quel che vedemmo cambiò la mia vita per sempre.
C'erano cani che si stavano riprendendo dopo interventi di chirurgia su ulcere prodotte sperimentalmente.
Soltanto che non stavano riprendendosi, stavano morendo.  Stavano morendo in preda a dolori terribili.
In una delle gabbie, vidi un cucciolo di malamut dell'Alaska.  Gemeva.
Allungai la mano tra le sbarre della sua gabbia sporca e lo accarezzai.
Mi guardò, cercò d alzarsi ma era troppo debole, troppo malato, troppo afflitto dal dolore.
Lo sollevai dolcemente affinché Bob potesse scattargli delle foto.  Il cane cercò di leccarmi il viso attraverso le sbarre.
Forse pensò che stessi per salvarlo.  Vidi i punti di sutura infetti sulla sua pancia, purulenti e sanguinanti.
Vidi il tubo sozzo ed incrostato usato per drenare i fluidi dal suo stomaco.
E, mentre lo tenevo sollevato, vidi i punti marci disfarsi e le sue budella cominciare a fuoriuscire.
Il più delicatamente possibile lo depositai sul fondo della gabbia e lo accarezzai, cercando di dargli un po' di conforto in quegli ultimi momenti della sua vita.  Stavo ancora tenendolo tra le braccia quando emise il suo ultimo respiro rantolante e morì.
Mi sembrò che la sua agonia fosse infinita.  Piangevo, guardando il suo cadavere.  E pensai:  Questa non è scienza. Questa è follia.

In quel preciso momento seppi esattamente come avrei trascorso il resto della mia vita.
Quel malamut è stato per me il simbolo dell'essenza della vivisezione: sofferenza insensata e morte. 
La tortura di animali, finanziata dal governo, prosegue giorno dopo giorno e a voi non è concesso di vederla. Se si tratta di ricerca scientifica legittima, perché viene condotta in clandestinità? Perché la verità non viene mai mostrata e c'è bisogno che qualcuno si infiltri o faccia irruzione per scattare foto o girare filmati di quell'orrore?  

Una delle fotografie sottratte da questo laboratorio durante il raid dell'ALF era stata scattata dagli stessi ricercatori: nella foto si vede Greg Strckrod che tiene una scimmia neonata terrorizzata in una mano mentre con l'altra mano la tormenta con un bastone. Più tardi, quando la foto venne mostrata a tutto il Paese, i ricercatori dissero che "si trattava semplicemente di uno scherzo".

Fu una scena da incubo, una visione infernale.  Quando facemmo irruzione, non c'erano i torturatori in questo girone infernale; c'erano solo le vittime, gli animali, lacerati nel corpo e nello spirito. 

Il cameraman era stato un operatore di guerra, ma ciò che aveva visto in quella stanza lo aveva sconvolto.

Alcuni gatti miagolavano al nostro indirizzo, come se stessero supplicandoci di salvarli. O forse avevano paura che avremmo potuto far loro del male. Altri, troppo sfiniti per potersi muovere, giacevano in silenzio nel fondo della loro estrema miseria.
Una delle foto che scattammo ritraeva un cucciolo completamente avviluppato in un sacco che si dibatteva, ormai allo stremo, nelle sue feci e nelle sue urine.
Aveva fuori solo la testa e un grosso cavo elettrico gli passava dritto in mezzo al cranio.
Veri professionisti della medicina dopo aver visto le fotografie scattate in quella stanza delle torture stettero male esattamente come lo eravamo stati noi e dissero che quella non era scienza e che quelle pratiche non avevano niente a che vedere con la ricerca medica.

E' qualcosa che ti perseguita e che ti spezza il cuore.

Ciò che gli animali sono costretti a subire non è niente di meno di un inferno, il peggiore inferno che possiate immaginare, solo che una persona sana di mente non riuscirebbe mai ad immaginarselo senza averlo prima visto di persona.   

CHRIS DE ROSE,    "A MUSO DURO"


 

 


  ... Guardavo quei bei pesci muoversi nell'acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l'uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri viventi. Uno degli argomenti che vengono ancora oggi usati in Occidente per giustificare il massacro annuo di centinaia di milioni di polli, agnelli, maiali e bovi è che per vivere si ha bisogno di proteine. E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?

L'argomento con cui un amico cercò di convincere Gandhi ad abbandonare la tradizione ortodossamente vegetariana della sua famiglia fu dello stesso tipo. Gli disse che gli inglesi erano capaci con pochi uomini di dominare milioni di indiani perché mangiavano carne. Questo li rendeva forti. Il solo modo di combatterli era di diventare carnivori come loro. Una notte allora i due amici vanno in riva al fiume e per la prima volta Gandhi mangia un boccone di carne di capra, tradendo così la fede dei suoi genitori e della sua casta. Ma sta malissimo. Non digerisce e ogni volta che cerca di addormentarsi gli pare di sentire nello stomaco il belare della capra mangiata, come racconta nella sua autobiografia. In tutta la sua vita Gandhi non toccò più un pezzo di carne, neppure nei suoi anni da studente in Inghilterra dove tutti gli dicevano che senza carne non avrebbe potuto resistere al freddo.

Col passar del tempo, mi son reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo. La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l'odore di una che cuoce mi dà la nausea e l'idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.

Il modo perfettamente "razionale" in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.

Io guardavo i maialini e chiedevo, fra me e me, a chi li avrebbe mangiati: "Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?" Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina.  In ogni cellula di questa carne c'é il terrore della violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell'animale che muore.

Perché fare del proprio stomaco un cimitero?

E' un problema di morale.

Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri viventi.   ...

TIZIANO TERZANI,     "UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA"

 

 
 

Si sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, 
sia il vertice della creazione:   tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente
per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati.
Nei loro confronti tutti sono nazisti: per gli animali Treblinka dura in eterno.

Il vegetarismo è la mia religione, la mia protesta contro la condotta del mondo.
Essere vegetariani significa dissentire, dissentire con il corso degli eventi attuali.
Energia nucleare, carestie, crudeltà: dobbiamo prendere posizione contro queste cose.
Il vegetarismo è la mia presa di posizione.   E penso che sia una presa di posizione consistente.

                   Isaac B. Singer

 



Le grida delle mucche sembrano grida umane
si avvicina il coltello che urla
e questa bellissima creatura deve morire
di una morte senza motivo
e una morte senza motivo è un assassinio.

E la carne che cucini con tanta fantasia
non è succulenta, gustosa o buona
è morte senza motivo
e una morte senza motivo è un assassinio.

E il vitello che tagli sorridendo
e il tacchino che affetti allegramente, è un assassinio.

Hai mai visto come vengono uccisi gli animali ??

Chi ascolta quando gli animali piangono ??


Morrissey (The Smiths)     "Meat is Murder" 

 

 


International Vegetarian Union


Progetto Vivere Vegan


 

pagina inizialeTorna alla pagina iniziale